martedì 29 aprile 2008

Guido Cagnacci -Protagonista del Seicento tra Caravaggio e Reni oggi in CASA GUIDI


Guido Cagnacci , pittore italiano , nacque a Santarcangelo di Romagna, nel 1601 e morì a Vienna nel 1663 .
Non sappiamo chi sia stato il suo primo maestro, ma sicuramente le due tele che ornano la Cappella del Santissimo Sacramento nella Parrocchiale di Saludecio, del 1627 sono le prime due tele documentate.
Dal 1623 al 1648 la sua attività si svolge soprattutto in Romagna, un periodo che vede l'affermarsi della fama dell'artista, ma che è anche segnato da avvenimenti turbolenti, come un tentativo di fuga con una giovane e chiacchierata vedova della nobile famiglia Stivivi, Teodora, per il quale nel 1628 Guido è bandito da Rimini.
A Santarcangelo gode della protezione di Monsignor Bettini, che nel 1635 gli commissiona la pala con San Giuseppe e Sant'Egidio per la Confraternita dei falegnami e dei fabbri, opera che segna lo spartiacque tra la fase giovanile dell'artista e la maturità, che lo vedrà rivolgersi soprattutto verso i grandi maestri emiliani, e in particolare Guido Reni e il Guercino.
Nel 1643 lavora ai dipinti del duomo di Forlì con San Valeriano e San Mercuriale, mentre nel 1647 è a Faenza, in relazione con la potente famiglia Spada. Con il 1648 termina l'attività romagnola del pittore, che si stabilisce a Venezia con il nuovo nome di "Guido Canlassi da Bologna". A questo punto si datano molti dei suoi dipinti con figure femminili e soggetti profani. Su invito dell'imperatore Leopoldo I, verso il 1660 si trasferisce a Vienna, dove muore nel 1663.
Questa è la breve biografia del pittore , ma l’importanza della mostra allestita a Forlì ( 20 gennaio-22 giugno 2008 ) presso i Musei San Domenico dal titolo “ Guido Cagnacci – Protagonista del seicento tra Caravaggio e Reni risiede prima di tutto nello scopo importante di restituirci alla memoria un grande artista caduto nell’oblio del tempo a causa della scarsa visibilità dei suoi quadri presenti solo in pinacoteche private.
Inoltre la mostra intende mettere in evidenza, attraverso la presenza di importanti dipinti di altri autori, il fervido dialogo che egli seppe intrattenere con altri protagonisti della pittura del suo tempo, muovendosi in modo assolutamente personale tra i due poli del naturalismo caravaggesco e dell’idealismo reniano.



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