mercoledì 16 aprile 2008

Luisa Ferida e Osvaldo Parenti : i drammi della storia





Dopo sessantatre anni dalla loro esecuzione ( 30 aprile 1945 ) da parte dei partigiani i due attori della Repubblica di Salò tornano a fare parlare di sé tramite due lavori :
un libro di Umberto Lenzi “ Delitti a Cinecittà | Coniglio Editore | 2008 | di cui riporto sotto la trama :
“ Cinecittà, primavera del 1940. Mentre è impegnata a recitare nel film "La corona di ferro" del regista Alessandro Blasetti, la celebre diva dello schermo Luisa Ferida è vittima di un tentativo di omicidio da parte di un misterioso personaggio che la minaccia di morte tramite lettere anonime. Per sventare il pericolo, la Ferida e il suo compagno - il noto attore Osvaldo Valenti - si affidano all'investigatore privato Bruno Astolfi, un ex commissario di polizia radiato dal ruolo per il suo aperto antifascismo. Astolfi inizia così a indagare sul set dello spettacolare film di Blasetti, affollato di attori e figuranti. Durante le riprese di una scena, il detective riesce fortunosamente a salvare l'attrice dal suo sconosciuto persecutore, che le spara da un terrazzo uccidendo al suo posto una giovane comparsa. Da qui in poi si susseguono episodi convulsi che provocano altre vittime, tutte legate in qualche modo al passato della celebre coppia. Concentrandosi proprio su questo passato in parte oscuro, Astolfi da avvio alla sua serrata inchiesta che, tra un colpo di scena e l'altro, lo porterà a confrontarsi con alcuni miti del cinema italiano tra cui Vittorio De Sica, Totò, Alida Valli, Amedeo Nazzari, Renato Castellani e Cesare Zavattini “

ed un film che dovrebbe essere nelle sale da maggio 2008 :

Sangue Pazzo “ con
Monica Bellucci, Luca Zingaretti, Alessio Boni, Maurizio Donadoni, Giovanni Visentin, Luigi Diberti, Tresy Taddei, Paolo Bonanni, Massimo Sarchielli
Regia di Marco Tullio Giordana e sceneggiatura di Marco Tullio Giordana, Leone Colonna, Enzo Ungari


La storia di questi due attori della Repubblica di Salò è scomoda da ricordare , perché riporta alla luce momenti terribili della storia italiana , che specialmente per i più giovani è come riscoprire le Guerre Puniche.
Ma è necessario come testimonianza storico culturale e perché permette di meglio comprendere gli avvenimenti attuali .

Luisa Ferida , pseudonimo di Luigia Manfrini Farné (Castel San Pietro Terme, 18 marzo 1914 – Milano, 30 aprile 1945) è stata un'attrice italiana. Fu una delle più rappresentative attrici del cinema italiano nel decennio 1935-1945.
Dotata di un non comune temperamento drammatico, dopo alcune esperienze teatrali con le compagnie di Ruggero Ruggeri e Paola Borboni, esordì sul grande schermo con il film Freccia d'oro (1935) di Corrado D'Errico. Dopo numerosi film di registi minori, che le consentirono di mettersi in luce, esplose letteralmente con il film di Alessandro Blasetti Un'avventura di Salvator Rosa (1939), nel quale interpretò con bravura il ruolo della contadina Lucrezia, meritandosi elogi dalla critica e successo di pubblico.
Il film di Blasetti la proiettò rapidamente verso un orizzonte divistico di rilievo, permettendole di mettere in evidenza il suo temperamento grintoso e la sua recitazione asciutta, nervosa, priva di quell'enfasi che caratterizzava altre sue colleghe dell'epoca.
L'incontro con Osvaldo Valenti sul set di questo film, cui si legò sentimentalmente, coincise con il periodo di maggior successo della sua breve carriera. I registi più quotati dell'epoca iniziarono a offrirle ruoli di sempre maggiore spessore. Negli ultimi anni della sua carriera, la Ferida si rivelò attrice di grande sensibilità interpretativa e di notevole maturità espressiva, come notò l'attrice Elsa De Giorgi durante la lavorazione del film "La locandiera" (1944) di luigi Chiarini. Vanno ricordate le sue interpretazioni nei film La corona di ferro (1941) di Blasetti, Fedora (1942) di Camillo Mastrocinque, in cui la Ferida fornisce una eccellente prova drammatica, "Fari nella nebbia" (1942) di Gianni Franciolini, per il quale fu premiata come miglior attrice italiana del 1942, Gelosia (1942) di Ferdinando Maria Poggioli e La bella addormentata (1942) di Luigi Chiarini.
Nel 1944 si recò a Venezia con Osvaldo Valenti per lavorare al Cinevillaggio, centro cinematografico della Repubblica Sociale Italiana. Venne uccisa dai partigiani all'Ippodromo di San Siro a Milano assieme a Valenti, il 30 aprile 1945, con l'accusa di collaborazionismo e in particolare per aver torturato alcuni partigiani imprigionati a Villa Triste, a Milano, sede della banda Koch.
L'accusa secondo alcuni si dimostrò infondata e non è stata ancora posta la parola fine a questo dramma .
I due lavori presentati contribuiranno , forse , a riaprire ,per chiudere definitivamente ,queste sofferte pagine di storia



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