mercoledì 11 giugno 2008

Perché in Italia il nucleare è figlio del diavolo ?


Trofim Denisovič Lysenko (1898 –1976)è stato un agronomo e biologo sovietico .
Presidente della Accademio delle Scienze Agricole dell’Unione Sovietica , dal 1938 al 1959 e dal 1961 al 1962,
durante gli anni trenta fu il principale propugnatore di una visione politicizzata della biologia che durò in URSS fino agli anni sessanta Furono celebri le sue battaglie contro la scienza accademica, i principi classici della genetica e le leggi di Mendel Sosteneva, con l'appoggio di Stalin una teoria neoLamarkista secondo la quale l'eredità dei caratteri sarebbe influenzata esclusivamente da fattori ambientali e le sue teorie, oggi completamente screditate, applicate all’agricoltura sovietica, causarono risultati fallimentari.
E’ il caso di aggiungere e sottolineare come in quel triste periodo storico il regime comunista non solo sostenne le idee scientifiche di Lysenko , ma osteggiò in maniera feroce gli altri scienziati russi che tentarono di dimostrare l’infondatezza di tali teorie.
La storia si ripete a distanza di qualche decennio anche in Italia , dove è stato rifiutato il nucleare dalla sinistra italiana ( in particolare quella ecologista ) portando avanti con acredine una campagna di disinformazione che non cede il passo ad un ravvedimento neanche ora che in Europa siamo letteralmente circondati da oltre trenta anni da svariate decine di centrali nucleari che forniscono anche a noi l’energia elettrica a caro prezzo.
Leggo sulla prima pagina del quotidiano la Repubblica dell’11 giugno 2008 un articolo titolato “ Una centrale ad aquiloni per sfidare il nucleare “che evidenzia molto bene il tono ancora di aperta sfida nei confronti del nucleare.
Non viene ancora accettato il criterio che le energie alternative e rinnovabili ( eolica , solare , ecc) sono forme integrative al nucleare e non sostitutive che certamente debbono essere sviluppate e diffuse il più possibile.

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