lunedì 6 giugno 2011

La Sacra Sindone , Giotto ed il "non certo famosissimo" pittore italiano Luciano Buso.


Come sono legate tra loro questi personaggi e "l'effige di Cristo " oggetto di grande devozione del popolo della cristianità al di là delle perizie scientifiche che per ora non sembrano confermare  la datazione del " sacro telo " a duemila anni fa ?

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Luciano Buso  è uno studioso veneto, pittore e restauratore, che da tempo rivendica la scoperta di una tecnica di scrittura nascosta usata dai pittori dell'antichità e tramandata di bottega in bottega fino quasi ai giorni nostri come sorta di incancellabile autentica delle opere per proteggere le stesse da eventuali contraffazioni. Questa tecnica  " antifalsari "usata da Raffaello, Leonardo, Giorgione, sostiene Buso,  nata per criptare firme e date nelle pieghe della pittura era conosciuta anche molto tempo prima dal grande Giotto.

Ma , guarda caso , l'occhio esperto ed attento di Luciano Buso sembra  avere trovato ,  celata nel volto di Gesù morto, nella Sacra Sindone,  addirittura la firma di Giotto. Con tanto di data, 1315, perfettamente in linea con le analisi al carbonio 14 fatte negli anni Ottanta. Secondo il pittore veneto Giotto  si sarebbe divertito a nascondere miriadi di scritte in tutte le sue opere, dal 'Dono del mantello' della Basilica di Assisi alla Strage degli innocenti della cappella degli Scrovegni di Padova.
Nel sacro lenzuolo, fa notare Buso, la scritta «Giotto 15», che starebbe per Giotto 1315, sarebbe ripetuta tantissime volte, nel volto e prima delle mani incrociate del Cristo.


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