venerdì 16 agosto 2013

Dopo gli aerei , ora anche le navi sulle rotte polari





I cambiamenti climatici ed ambientali hanno reso possibile , dopo che cinque anni fa si sono sciolti molti tratti di mare ghiacciato,  il collegamento tra l'oceano Pacifico  e l'oceano Atlantico  attraverso il Circolo Polare Artico . A parte il transito di alcune navi militari e scientifiche , solo un  cargo commerciale la  motonave MV Nordic Barents ha   doppiato nel settembre del 2010 Capo Želanija - estrema punta settentrionale dell'isola russa di Novaya Zemlya - raggiungendo così l'Asia nel Mare di Kara. di Gigi Donelli  . Dopo questa prova però nessuna compagnia di navigazione  aveva per il momento messo in programma tale rotta.
C'è una prima volta per tutto : l'8 agosto  la Yong Sheng, una nave da carico  battente bandiera cinese  dell'armatore Secondo Cosco group , è salpata dal porto di Dalian, per raggiungere  Rotterdam passando per il Circolo Polare Artico . Fino ai giorni nostri  il collegamento tra i paesi dell'est del mondo e l'Europa è sempre avvenuto tramite il canale di Suez aperto circa 150 anni fa  ma con la rotta polare le distanze diventano molto più brevi ,basta pensare  che la Yong Sheng rahggiungerà il porto olandese programmato in 35 giorni invece di 48 con grande risparmio di carburante e spese generali. Questo renderà così ulteriormente vantaggiosa la commercializzazione dei prodotti cinesi sui mercati europei sgravati  da una sostanziosa diminuzione dei costi di spedizione , ma per la legge transitiva , le navi torneranno indietro cariche ( si spera !) di prodotti europei da vendere sui mercati orientali , godendo così del medesimo vantaggio .


Secondo Cosco group, la società statale di armatori proprietaria della nave, il tragitto da Dalian a Rotterdam dovrebbe ridursi di quasi un terzo, passando da 48 a 35 giorni. Con notevoli risparmi per le spese di carburante, mantenimento delle scorte e degli equipaggi.
A quasi 150 anni dall'apertura del canale di Suez, insomma, il mondo del commercio è destinato a restringersi ancora: la Cina sperimenta una nuova via della Seta, per accorciare le distanze con l'Europa e spostare l'asse del mondo (anche quello segnato sulle mappe) a Est

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