venerdì 11 ottobre 2013

Ora sappiamo con certezza quando potremmo dire definitivamente addio al clima abituale

Vi ricordate certamente che la maggior parte dei  nostri libri di Geografia   così ( grosso  modo )  dicevano :

“ La regione italiana (compresa tra il 47º ed il 36º parallelo nord) si trova quasi al centro della zona temperata dell'emisfero boreale. “     Poi , anno dopo anno , le eccezioni climatiche ( bombe d’acqua , uragani extratropicali, grandine grossa come uova ,  temporali con  successioni esagerate di fulmini, trombe d’ara devastanti , ecc ) sono e stanno divenendo sempre più frequenti   così che stiamo sempre più consapevolmente prendendo atto che il clima  ( ovviamente  in tutto il mondo ) sta cambiando. Ora gli scienziati sono in grado di fare anche accurate “ diagnosi “ e  trovare le cause di questo disastro ambientale . L’eccessiva emissione nell’atmosfera di  gas serra  che la stanno surriscaldando in modo eccessivo fornendo al sistema un quantitativo superiore di energia che trasforma ogni normale evento atmosferico in un potenziale disastro. Come uscirne ? Diminuendo  drasticamente  le combustione e quindi  le emissioni   prima di tutto di CO2 .
Facile a dire difficile , anzi difficilissimo da realizzare .  Risalgono agli anni ’70 le prime riunioni mondiali  per frenare l’inquinamento  del pianeta Terra : al vertice delle Nazioni Unite sui problemi ambientali tenutosi a Stoccolma dal 5 al 16 giugno 1972 (UNCHE, United Nations Conference on Human Environment)  parteciparono 113 capi di stato e di governo per discutere quali soluzioni adottare su scala planetaria per la tutela dell'ecosistema.

La Conferenza si  concluse con la redazione di un Piano di azione contenente 109 raccomandazioni ed una Dichiarazione di principi sull'ambiente umano, in cui si affermava la necessità di intraprendere uno "sviluppo compatibile" con la salvaguardia delle risorse naturali e si fissavano alcuni principi fondamentali sulla relazione tra benessere sociale e tutela del patrimonio ambientale, secondo un criterio di equa distribuzione delle risorse anche di fronte alle generazioni future. Belle parole , grandi intenti ai quali non sono seguiti risultati apprezzabili . Sono seguite  tante altre  riunioni importanti   , voglio in particolare ricordare quella di Kyoto  che ha trasportato i suggerimenti per la soluzione dei problemi ambientali fino ai tempi nostri.. l protocollo di Kyoto è un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella città giapponese di Kyoto l'11 dicembre 1997 da più di 180 Paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia.
Con l’accordo Doha l’estensione del protocollo si è prolungata fino al 2020 anziché alla fine del 2012. I risultati comunque anche oggi sono  molto modesti e non sono  serviti a bloccare l’innalzamento  della temperatura media dell’atmosfera del pianeta.

A questo punto  sembra proprio che il pianeta Terra dal punto di vista climatico si trovi definitivamente sulla “ via del non ritorno “   per cui  sono iniziati i primi studi che ci mostrano dettagliatamente le date  che rappresenteranno per ogni angolo del globo  il passaggio ad un nuovo tipo di clima .
Questo  studio , interessantissimo  ma che rappresenta  una presa d’atto  dell’insuccesso  umano  per quanto riguarda le problematiche ambientali , è stato realizzato  dall’equipe del prof. Camilo Mora presso l’Università delle Hawaii e pubblicato in questi giorni sulla rivista Nature .





Mora, CM et al . Nature 502 , 183 - 187 ( 2013 ).
Camilo Mora e colleghi della Facolta 'di Scienze Sociali'  del Dipartimento di Geografia presso  l’Università delle Hawaii a Manoa hanno  realizzato un interessante e speriamo stimolante  studio, dal titolo "

Study in Nature reveals urgent new time frame for climate change ", pubblicato nel numero del 10 ottobre  2013 di Nature . Come si evidenzia facilmente dalla chiarissima cartina sotto allegata  lo studio  fornisce un indice dell'anno in cui il clima media di ogni punto sulla Terra si sposterà continuamente al di fuori dei dischi più estremi sperimentato negli ultimi 150 anni.Secondo queste previsioni  le aree dei tropici sono proiettate a sperimentare climi senza precedenti  entro il prossimo decennio mentre le aeree più  spostate verso  i poli   dovrebbero subire   dei cambiamenti climatici  diversi anni dopo  così che  risulteranno prima danneggiati quei popoli che hanno meno contribuito  all’emissioni di grandi quantità di gas a effetto serra. Ovvio  comunque che le date di questi ipotetici cambiamenti climatici  sarebbero molto diverse a seconda delle date di realizzazione  dei  provvedimenti di stabilizzazione delle emissioni di gas a effetto serra.


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