mercoledì 25 maggio 2016

La digitalizzazione in 3D del patrimonio archeologico lapideo

E' stato firmato un accordo tra le Gallerie degli Uffizi e l’Università dell’Indiana (USA) per la digitalizzazione in 3D dell’intero patrimonio lapideo archeologico greco e romano degli Uffizi, dei musei di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli. 


Saranno realizzati così entro il 2020 i modelli in 3D di circa 1260 opere d'arte tra sculture, are e sarcofagi, ovvero oggetti lapidei che vanno da II secolo avanti Cristo al IV secolo dopo Cristo e che costituiscono la più ampia collezione di marmi antichi di un museo statale italiano non romano. 
La collezione di lapidei comprende capolavori dell'arte statuaria greca (come l’Alessandro morente, la Venere Medici, il Guerriero inginocchiato e il Cinghiale) e romana (come il gruppo dei Niobidi e l’Arianna dormiente che si trova nella Sala 35 della Galleria dedicata a Michelangelo) raccolta principalmente dalla famiglia dei Medici a partire dal XV secolo  e incrementata successivamente anche dai Lorena fino agli inizi del XIX secolo.
                                               Arianna dormiente, scultura romana, II secolo d.C.

La scansione sistematica del patrimonio scultoreo antico degli Uffizi – ha affermato Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, aprirà prospettive completamente nuove per la ricerca, in quanto permetterà ricostruzioni virtuali delle policromie, integrazioni e restauri virtuali con una precisione finora impensabile. Non solo: essa permetterà un'accessibilità e una fruizione globale, e perfino un rilevamento così particolareggiato da fungere praticamente come 'copia di sicurezza' delle statue antiche”.
Questo è un progetto storico e altamente ambizioso - ha dichiarato il Presidente dell’Università dell'Indiana Michael A. McRobbie, uno di quelli che genererà opportunità senza confronti per gli studiosi, grazie ad una delle istituzioni culturali leader nel mondo e alle sue leggendarie collezioni. La profonda conoscenza dell’Università in materia di arte antica, assieme alla nostra expertise tecnologica, costituiranno un sicuro vantaggio, che porterà alla luce, anche dal punto di vista virtuale, una collezione di antichità classiche in grado di ispirare alcuni dei più grandi geni della storia dell'arte occidentale”.



                                                                            – Riprese in fotogrammetria

Il progetto sarà coordinato da Bernard Frischer, professore di Informatica dell’Università dell’Indiana, direttore del Virtual World Heritage Laboratory dell'Università ed esperto di archeologia virtuale e da Fabrizio Paolucci curatore delle antichità classiche delle Gallerie degli Uffizi.
All’operazione forniranno il loro sostegno anche il Politecnico di Milano, con un team guidato dal professor Gabriele Guidi (per l’ambito tecnico) e l’Università di Firenze con un gruppo di lavoro coordinato dal professor Paolo Liverani (per l’ambito umanistico).


                                                                                – Riprese in fotogrammetria

Il costo complessivo dell’operazione, circa 600mila dollari, sarà interamente sostenuto dall’Università dell’Indiana.



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