martedì 2 agosto 2016

Gli antibiotici sono un presidio prezioso contro le infezioni batteriche ma sono inutili nel caso di infezioni esclusivamente virali



I risultati di una recente ricerca realizzata da studiosi della Standford University School of Medicine pubblicata in luglio sulla rivista Science Translational Medicine sembrano alimentare questa speranza

Robust classification of bacterial and viral infections via integrated host gene expression diagnostics

Timothy E. Sweeney1,2,*, Hector R. Wong3,4 and Purvesh Khatri1,2,*
Science Translational Medicine  06 Jul 2016:
Vol. 8, Issue 346, pp. 346ra91

Abstract
''Improved diagnostics for acute infections could decrease morbidity and mortality by increasing early antibiotics for patients with bacterial infections and reducing unnecessary antibiotics for patients without bacterial infections. Several groups have used gene expression microarrays to build classifiers for acute infections, but these have been hampered by the size of the gene sets, use of overfit models, or lack of independent validation. We used multicohort analysis to derive a set of seven genes for robust discrimination of bacterial and viral infections, which we then validated in 30 independent cohorts. We next used our previously published 11-gene Sepsis MetaScore together with the new bacterial/viral classifier to build an integrated antibiotics decision model. In a pooled analysis of 1057 samples from 20 cohorts (excluding infants), the integrated antibiotics decision model had a sensitivity and specificity for bacterial infections of 94.0 and 59.8%, respectively (negative likelihood ratio, 0.10). Prospective clinical validation will be needed before these findings are implemented for patient care.''




L'interessante ricerca sembra avere trovato il semplice modo ( analisi del sangue) di valutare se  un paziente è affetto da infezione batterica o virale. Un dato fondamentale per la successiva scelta terapeutica del medico curante . E' ormai noto a tutti che gli antibiotici uccidono i batteri ma non riescono a bloccare la replicazioe virale, anzi l'utilizzo dell'antibiotico durante un'infezione virale può favorire la comparsa di ceppi batterici resistenti. Il test ideato da un gruppo di ricercatori della Stanford  University Scholl of  Medicine si basa sulla diversa risposta immunitaria dei batteri e dei virus che attivano diversamente sette geni producendo quantità diverse di specifice molecole.

Calcolando il preciso numero di molecole prodotte  nel sangue del paziente, il test è in grado di dire, dopo circa sei ore, se l'infezione è batterica o virale.
Questo test permetterà così al medico di non somministrare antibiotici inutili e dannosi, per le possibili resistenze, a pazienti affetti da esclusive  infezioni virali. Se però si tratta di un'infezione batterica grave le sei ore impiegate per il test possono essere troppe. Per questo motivo i ricercatori stanno studiando  test che diano una risposta in un'ora.

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