martedì 30 agosto 2016

Un segnale alieno dallo spazio profondo




Il radiotelescopio RATAN-600,  situato in Russia (Zelenchukskay) ai piedi del versante settentrionale dei monti del Caucaso, ha rilevato un forte segnale proveniente da un lontanissimo sistema solare denominato dagli astronomi HD 164.595 che si trova nella costellazione d'Ercole a circa 94,4 anni luce di distanza. In realtà il segnale è stato rilevato per pochi secondi da un solo radiotelescopio lo scorso anno  ma ha destato l'interesse della comunità scientifica fino a coinvolgere la SETI.
SETI, acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence (Ricerca di Intelligenza Extraterrestre), è un programma dedicato alla ricerca della vita intelligente extraterrestre, abbastanza evoluta da poter inviare segnali radio nel cosmo.



 Il programma si occupa anche di inviare segnali della nostra presenza ad eventuali altre civiltà in grado di captarli (SETI attivo).Il SETI Institute, proposto nel 1960 da Frank Drake (tuttora uno dei suoi direttori), è nato ufficialmente nel 1974. È un'organizzazione scientifica privata, senza scopi di lucro. La sede centrale è a Mountain View, in California.Intanto, con troppo ottimismo, qualcuno ha già parlato di un primo contatto con gli alieni. Prima è il caso però che gli scienziati valutino altre possibilità : tipo quasar o interferenze terrestri ( satelliti).

Parliamo infine delle caratteristiche del segnale stesso.   Le osservazioni sono state fatte con un ricevitore che ha una larghezza di banda di 1 GHz.   Questa è un miliardo di volte più ampia rispetto alle larghezze di banda tradizionalmente utilizzati per SETI, ed è 200 volte più ampia di un segnale televisivo.  La forza del segnale era 0,75 Janskys (simbolo Jy ed  è una unità di misura del flusso e della densità di flusso elettromagnetico )o nel linguaggio comune, "debole".   Se il segnale provenisse da oltre 90 anni luce di distanza quanto dovrebbe essere potente l'ipotetico trasmettitore alieno? Due possibili ipotesi : quella di una trasmissione a 360° nello spazio od una mirata verso il nostro pianeta. In entrambi i casi comunque sarebbe necessaria una quantità di energia enorme compatibile con una civiltà di tipo II.



La scala di Kardašëv è un metodo di classificazione delle civiltà in funzione del loro livello tecnologico, proposta nel 1964 dall'astronomo russo Nikolaj Kardašëv.
Si compone di tre tipi, basati sulla quantità di energia di cui le civiltà dispongono, secondo una progressione esponenziale. L'esistenza delle civilizzazioni descritte è del tutto ipotetica, ma questa scala è stata utilizzata come base di partenza nella ricerca del progetto SETI ed è inoltre richiamata in varie opere di fantascienza.
Tipo I: civiltà in grado di utilizzare tutta l'energia disponibile sul suo pianeta d'origine (secondo i calcoli che Kardašëv aveva proposto inizialmente 4x1012 watt).
Tipo II: civiltà in grado di raccogliere tutta l'energia della stella del proprio sistema solare (4x1026 watt).
Tipo III: civiltà in grado di utilizzare tutta l'energia della propria galassia (4x1037 watt)

La civiltà terrestre si avvia solo ora a conquistare forse il tipo I


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