venerdì 28 aprile 2017

Parliamo delle curiosità dell'Argentario

La sfinge, il petrolio ed il gassogeno 

La sfinge dell'Argentario detta di Cosa è un'opera pre-etrusca scoperta nel 1955 presso Punta Ciana da Costantino Cattoi  ex colonnello della Regia Aeronautica, collaboratore di Gabriele D'Annunzio e  amico di Italo Balbo. Cattoi (1894-1975) , perito geotecnico, si dedicò dopo il congedo allo studio dell’archeologia e delle sculture rupestri. Le sue ricerche all'Argentario eseguite con l'aiuto della moglie rabdomante  Maria Domenica Mataloni (1906-1977) portarono alla luce un'enorme roccia alta una decina di metri con i lineamenti del volto distintamente abbozzati e il classico copricapo egizio, ritenuta legata alla figura del dio Thot.Il ricercatore  entrò in contatto con alcuni esperti di fama internazionale come l'antropologo statunitense George Hunt Williamson, l'esoterico peruviano Daniel Ruzo e il francese Denis Saurat, che pur lavorando in modo autonomo, giunsero alle medesime conclusioni, collegando le sculture rupestri italiane, alle simili scoperte a Marcahuasi in Perù, rafforzando la loro convinzione sull'esistenza di un legame tra il promontorio dell'Argentario, quale parte superstite della favolosa Atlantide, e il lontano Perù.


                                                                   Mura di Cosa


La rabdomante Lucia Rosi, cugina di Maria Domenica Mataloni, nel 1933 scoprì  otto ramificazioni petrolifere nella Valle del Campone  sul monte Argentario tanto che il Ministero delle Corporazioni inviò sul posto alcuni geologi del Distretto Minerario di Firenze per accertamenti  ed  il 20 giugno 1933 il Ministero delle Corporazioni autorizzò Vittorio Denci (1900-1974) ad iniziare il lavoro in qualità di rappresentante della famiglia Rosi.



                                                                   Auto a gassogeno


Ma questi ipotizzati pozzi petroliferi non vennero mai trovati comunque pochi anni dopo, come si evince da un articolo di cronaca comparso sul Corriere della Sera del 24 maggio 1942,   nelle acque dell’Argentario  avvenne  uno straordinario test  per accertare le qualità di un nuovo tipo di combustibile: il gassogeno a lignite.  Già anni prima ,nell'ottica dell'autarchia dei carburanti in Italia ,fu emanata nel 1938 una legge che imponeva l'impianto a gassogeno su tutti gli autoservizi pubblici, comunali e non. estendendo tali applicazioni anche nel campo della motonautica, per favorire lo sviluppo della pesca. A tal proposito venne organizzato nel 1942  in Argentario l' esperimento sopra menzionato  . Il test ebbe luogo a Porto Santo Stefano con la supervisione di Pericle Ferretti, scienziato di fama internazionale, nonché direttore dell'Istituto nazionale del motore e si concluse con esito positivo. I motopescherecci italiani avrebbero potuto così utilizzare il nuovo combustibile con una spesa di poche decine di migliaia di lire.

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